Sono stanco, proprio mentre mi aspettavo grandi cose.
Mi sono allontanato dal guscio di casa, che era la mia prigione,
per 5 anni
Ora anche l'altro mio genitore mi ha abbandonato,
mamma e babbo, coloro ,che all'ètà dell'oro,
erano il mondo intero, l'universo.
Un po' di lavoro, vacanze eccellenti, e farsi sentire
al prossimo come protagonista nelle attività,
mi hanno rimesso in piedi.
Ma la testa che prima era vuota , adesso è piena.
Il corpo pesante.
Mi piace ancora camminare a lungo, ma niente più corse,
neanche al lavoro.
Ritorno sui miei passi: il menefreghismo,
che starebbe a dire mi abbandono a te o Dio
che nulla mi hai fatto mai mancare.
Luca Montesi 7-7-2010
mercoledì 7 luglio 2010
martedì 6 luglio 2010
note di un vivere che copre il vuoto
7-7-2010 Ieri ho avuto un incontro con chi è responsabile e chi ha coordinato e segue la mia nuova attività, che si chiama "tirocinio di lavoro".
Di fatto è un lavoro vero e proprio, se non perchè faccio pochissime ore settimanali, e posso, puntualmente alla fine di un lavoro, fumarmi una sigaretta. Ma per fortuna in un ambiente amichevole, con scambi di battutte, la voglia di parlare, di sè, di cosa si fa durante la settimana, e di argomenti in genere. Molto importante per comunicare, non di problemi, di analisi psicologiche . Allora stare impegnato diventa non solo un piacere, ma un'utilità, per il mio corpo-psiche. Il colloquio è stato importante perchè era il punto per vedere come e se andare , Unico problema: più concentrazione,e cioè meno ritardi e aih! me, meno gite, anche se importanti,perchè sempre mirate. Ora vado avanti più sereno.
Di fatto è un lavoro vero e proprio, se non perchè faccio pochissime ore settimanali, e posso, puntualmente alla fine di un lavoro, fumarmi una sigaretta. Ma per fortuna in un ambiente amichevole, con scambi di battutte, la voglia di parlare, di sè, di cosa si fa durante la settimana, e di argomenti in genere. Molto importante per comunicare, non di problemi, di analisi psicologiche . Allora stare impegnato diventa non solo un piacere, ma un'utilità, per il mio corpo-psiche. Il colloquio è stato importante perchè era il punto per vedere come e se andare , Unico problema: più concentrazione,e cioè meno ritardi e aih! me, meno gite, anche se importanti,perchè sempre mirate. Ora vado avanti più sereno.
...e la solitudine
Caro Cesare Pavese, sei nell'universo
quello che sento più vicino.
Forse gatti randagi,scacciati,
orgogliosi ed egoisti, abbandonati ed ancora delusi.
Ma perchè allora cadiamo sempre negli stessi desideri
se poi è sempre un'illusione?
Forse è sbagliato non sognare,
prendere tutto troppo seriamente.
Ma il mondo è bello per questo,
perchè lo possiamo toccare, ascoltare.
VIVERE non è solo una necessità.
Luca Montesi 7-7-2010
quello che sento più vicino.
Forse gatti randagi,scacciati,
orgogliosi ed egoisti, abbandonati ed ancora delusi.
Ma perchè allora cadiamo sempre negli stessi desideri
se poi è sempre un'illusione?
Forse è sbagliato non sognare,
prendere tutto troppo seriamente.
Ma il mondo è bello per questo,
perchè lo possiamo toccare, ascoltare.
VIVERE non è solo una necessità.
Luca Montesi 7-7-2010
domenica 4 luglio 2010
poesia sotto il sole
Acqua verdesmeraldo 4-7-2010
dove si tuffa il mio spirito putrido,
e mi sembra di camminare su argentati
e preziosi e vivaci pesci
grossi, piccoli e piccolissimi.
Ma un tuffo ben fatto
mi riporta fuori
da tutto ciò che resta.
luca montesi
dove si tuffa il mio spirito putrido,
e mi sembra di camminare su argentati
e preziosi e vivaci pesci
grossi, piccoli e piccolissimi.
Ma un tuffo ben fatto
mi riporta fuori
da tutto ciò che resta.
luca montesi
lunedì 28 giugno 2010
un'estate iniziata ma mai arrivata
Quest'anno il tempo mi ha portato al mare ai fini di giugno. Non so se troppo presto o troppo tardi, Ma da solosono partito, dopo una mattinata di piacevole lavoro, in mezzo a fiori festeggenti e sorridenti, come lo sono i miei colleghi. Ho cercato di mandare via il velo di tristezza datodal fatto che sono solo, e ricordo gli anni , quando ancora abitavo a Polverigi, andavo tutti i pomeriggi in spiaggia, portandomi dietro la calce fredda dei muri unici miei interlocutori. Avere gente accanto, così diverso, cosi diversi, mi faceva sentire ancora più solo. Ma c'è stata ultimamente un profonda esperienza, in Puglia dove a volte andavo in piscina, e stavo disteso per ore tra i colori della natura. Allora ho trovato il coraggio di vivere più a lungo la giornata in spiaggia e con spirito alto, come se facessi qualcosa di buono e di bello per me. Poi , anche se la gente rimane per me manichini , e forme separate da me, qualcuno da incontrare lo trovi, grazie alle attività che porto avanti nella settimana.
Luca Montesi
Luca Montesi
venerdì 11 giugno 2010
pensiero poetico
Se un Angelo volesse fare l'amore
Vivo se mi butti nel mondo
mi confondo tra la gente.
E se sempre ai margini
ne vivo gioie e dolori...
e con un occhio al mondo
con le sue foreste e città e fiumi e mari.
Giungle di città
dove persone mi incantano
con volti che parlano da sè.
Campagne dove l'uomo ancora lascia
il suo segno come una croce indelebile.
E macchie di erbe che spontanee
parlano di una natura, che non lascia nascosta
una potenza, soltanto sepolta, dalla volontà umana.
Vivo se mi butti nel mondo
mi confondo tra la gente.
E se sempre ai margini
ne vivo gioie e dolori...
e con un occhio al mondo
con le sue foreste e città e fiumi e mari.
Giungle di città
dove persone mi incantano
con volti che parlano da sè.
Campagne dove l'uomo ancora lascia
il suo segno come una croce indelebile.
E macchie di erbe che spontanee
parlano di una natura, che non lascia nascosta
una potenza, soltanto sepolta, dalla volontà umana.
martedì 8 giugno 2010
l'ultima delle tentazioni di vita
Lunedì scorso dopo un anno di assenza, ho partecipato ad un gruppo terapeutico di solito frequentato non da malati, ma da persone tracciate di debolezza e timidezze, oneste e in grazia del Signore, e per questo si incontrano a parlare dei problemi personali, ma anche sociali, sotto l'attenta guida del giovane dott. G.Manca. Sono andato per stare in mezzo alla gente, visto che anch'io trovo difficoltà a trovare condivisioni per la strada. Invece mi sono trovato in un gruppo di quattro utenti (tre sugli -anta) e quattro operatori, e in una discussione accesa sul tema del suicidio. Nonostante è stato un fallimento, perchè l'unica giovane non si intendeva con la vecchia,ma proprio quest'ultima mi ha fatto riflettere perchè dice: a che serve che un dott. ti ricoveri appena accenni alla parola suicidio? Ho capito subito cosa intendeva, a dispetto dell'altra, che però non sono riuscito neanch'io a portare il discorso su questo piano. Cioè che ognuno ha una storia a sè, che pensare al suicidio non è solo una fuga, o grilli per la testa. E' comunque uno stato di dolore, e questo prevede una o più cause. Ad un certo punto ho fatto una domanda a Veronica(colei che pensa al suicidio, e aggiungo è molto carina):cos'èche prova, rabbia con impotenza o un annullamento della personalità. Ha fatto un respiro di sollievo(c'è bisogno di affetto, di parlare, ma non dei problemi,, ma delle esigenze, e anche ascoltare.
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