Occupare il tempo
Davanti mille sguardi
tutti diversi,
ma uguali verso lo stesso obiettivo.
La mia mente perde il controllo
e la paura abbassa la testa.
e si apre allora solo una strada
diritta e grigia.
Confusonaria per le auto che in fila
ossessivamente la percorrono.
Con passo deciso vado avanti,
ma piccoli movimenti asimmetrici,
non nascondono
l'enorme inquietudine
che mi appartiene.
Luca Montesi 9-12-2010
mercoledì 8 dicembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Camminando camminando
Camminando camminando
Andando avanti
è come tornare indietro
compiere gli stessi passi,aggiustati oggi.
Affinchè siamo migliori e nuovi.
E il passaggio è
attraverso i rovi.,
che danno molti frutti dello stesso colore.
Di sangue che lascio passando.
Luca M. 25-11-2010
sabato 20 novembre 2010
fermarsi per ripartire
A che serve andare bene, portare avanti con piacere e gioia il lavoro?
E' come passare 2 mesi al mare a prendere il sole tra un bagno ed un altro: non ti lascia che un vuoto e sensi di colpa di fronte alla vita. No, non ti cerco sofferenza, ma fuori di ogni idea o pensiero pesante, solo tu sai dare una mano e spessore alla mia vita.
E l'inutile filantrofismo, agire che istintivamente segue sorregge una vita spenta vent'anni fa. E frena le voglie stravoglie di un piacere difficilmente assopito. Per mettermi in disparte e guardare da sotto le foglie verdi uno spazio aperto, infinito e ricco.
Il mondo in cui abito e l'universo che mi appartiene.
Luca Montesi
E' come passare 2 mesi al mare a prendere il sole tra un bagno ed un altro: non ti lascia che un vuoto e sensi di colpa di fronte alla vita. No, non ti cerco sofferenza, ma fuori di ogni idea o pensiero pesante, solo tu sai dare una mano e spessore alla mia vita.
E l'inutile filantrofismo, agire che istintivamente segue sorregge una vita spenta vent'anni fa. E frena le voglie stravoglie di un piacere difficilmente assopito. Per mettermi in disparte e guardare da sotto le foglie verdi uno spazio aperto, infinito e ricco.
Il mondo in cui abito e l'universo che mi appartiene.
Luca Montesi
venerdì 19 novembre 2010
Quando l'amore viene calpestato
Mi buttai, trascinato dalla tua corsa. Un impatto infernale che mi mise paura,
e il tuo capo sempre chino, pronto a qualsiasi attività, e le mani veloci.
La tua magrezza, labbra sottili, occhi spenti ma aperti al sorriso amaro davanti a me.
Tutto il mio spirito ne fu coinvolto e trascinato, che l'anima tartteneva a stento la carne , concentrando la mente nelle tue parole.
Ma poi scivolai, e infangai l'Amore; spirito e carne divennero la stessa cosa e la paura mi allontanò da te.
Tu forse avevi già compreso ma io non ho capito.
Oppure te ne freghi e festeggi alla vita, con la morte nel tuo sguardo.
Ogni giorno le mie viscere ti richiamano, da te sono attratte.
Ogni giorno il mio cuore si ribella, e aspetto, consolato da sogni in cerca della pulizia dell'anima che era al primo incontro.
Lasciare che ognuno vada per vie diverse.
Le tue le conosco già. Un precipizio ricorrente.
Le mie, nuove, ricche di Chimere conducono più alto e indipendente il mio spirito.
e il tuo capo sempre chino, pronto a qualsiasi attività, e le mani veloci.
La tua magrezza, labbra sottili, occhi spenti ma aperti al sorriso amaro davanti a me.
Tutto il mio spirito ne fu coinvolto e trascinato, che l'anima tartteneva a stento la carne , concentrando la mente nelle tue parole.
Ma poi scivolai, e infangai l'Amore; spirito e carne divennero la stessa cosa e la paura mi allontanò da te.
Tu forse avevi già compreso ma io non ho capito.
Oppure te ne freghi e festeggi alla vita, con la morte nel tuo sguardo.
Ogni giorno le mie viscere ti richiamano, da te sono attratte.
Ogni giorno il mio cuore si ribella, e aspetto, consolato da sogni in cerca della pulizia dell'anima che era al primo incontro.
Lasciare che ognuno vada per vie diverse.
Le tue le conosco già. Un precipizio ricorrente.
Le mie, nuove, ricche di Chimere conducono più alto e indipendente il mio spirito.
lunedì 11 ottobre 2010
E' ora di scrivere
Ho rimandato troppo, forse perchè ho avuto occasioni per scrivere per dei giornalini locali. Ma a me piace scrivere anche in un'altra meniera, cioè da artista, scrivere ciò che nasce dal mio profondo, e che deririva spesso, non da semplici esperienze esteriori, ma da un lavoro interiore, magari dopo aver passato ore da solo chiuso in camera, come se per me fuori non ci fosse più niente.
Ed ora quello che ne è nato è un forte senso di non senso per tutto. Mi dico che bisogna fare, perchè è un'esigenza, ma lo spirito dentro di me fa già tutto. E' quello che resterà mentre il fuori scappa via e niente rsterà.
Ed ora quello che ne è nato è un forte senso di non senso per tutto. Mi dico che bisogna fare, perchè è un'esigenza, ma lo spirito dentro di me fa già tutto. E' quello che resterà mentre il fuori scappa via e niente rsterà.
giovedì 23 settembre 2010
perchè deve avere un senso
Ero giovane e non sentivo dolore, se c'era noia non bastava che accendere la fantasia.
Allora o in compagnia o da soli comunque la creatività fluiva dalle nostre menti, dalle nostre mani. Conoscevamo i nostri limiti, quelli dati dall'età e quelli dati dai genitori.
Poi l'adolescenza, i primi sogni proibiti. L'incontro diverso con le nostre compagne. Il primo approccio con la città. Ora tutta quella spontaneità non segue un percorso per tutti uguale. C'è chi si butta in questo mondo confusionario e chi come me si ritira in sè stesso. Troppa libertà faceva paura, facce nuove incutevano timore. Allora era più facile
rimanere in ciò che riconoscevamo evitando lo sforzo di nuovi modi, di nuovi incontri così diversi.
Allora o in compagnia o da soli comunque la creatività fluiva dalle nostre menti, dalle nostre mani. Conoscevamo i nostri limiti, quelli dati dall'età e quelli dati dai genitori.
Poi l'adolescenza, i primi sogni proibiti. L'incontro diverso con le nostre compagne. Il primo approccio con la città. Ora tutta quella spontaneità non segue un percorso per tutti uguale. C'è chi si butta in questo mondo confusionario e chi come me si ritira in sè stesso. Troppa libertà faceva paura, facce nuove incutevano timore. Allora era più facile
rimanere in ciò che riconoscevamo evitando lo sforzo di nuovi modi, di nuovi incontri così diversi.
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