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martedì 30 marzo 2010

Un po' d'abbattimento

Non c'è
E' più di un mese che non scrivo, quasi che questo modo di esprimermi non mi appartiene più. Ma non è vero! Di poesie ne ho scritte ancora, è cambiato il modo di vedere il mondo. Purtroppo dopo più di un anno di sofferenza mio padre se ne andato. Ciò è significato la fine di sofferenze, (è successo il 22 febbraio ore 4,45).
Ma col passare del tempo la coscienza abbassa le difese, e riemerge la realtà. Una realtà del niente e del tutto. Infinite sono le voglie, i desideri che calciano dentro il mio ventre. Zero è la verità di ogni cosa, come se tutto ciò che mi circonda ritrovi la sua essenza di esistere e cioè immagine, i fiori, i volti delle persone, tutto ciò che appare ai sensi non si distingue in essenza dalle immagini di una mente provata e forse esaurita del tutto. Allora dopo due settimane di prove dure la mente provata non crede più e spera però in un rinnovamento. Nuove persone, nuove attività, col pessimismo a livello cosciente che l'unica verità è il tempo che passa(inesorabile). Oggi, cioè stamane presto, dopo un bel riposo sono pronto a ripartire, ma sempre con la voglia di cambiare. Per fare ciò era ed è importante fermarsi perchè dentro di me non trovo stimoli spontanei che indirizzino la mia via. Luca

domenica 27 dicembre 2009

Un punto della situazione vent'anni dopo

Il chioppo, la caduta agli inferi più crudi, dove il sole e una vaga immagine al ricordo, e i volti umani forme che non possono toccarti.
Solo nel deserto posso trovare un leggero sollievo, perchè rispeccia quello interiore. Sono stati anni in cui, un modo di vivere scielto solo per fuggire angosce troppo pesanti, sembrava di poter essere controlato. Che il bere , una vita sregolata, sarebbe sempre stata sostenuta da quell'entusiasmo interiore e giovanile, che non può finire. Quella che ti illudi sia una linea che va in crescendo, mentre non t'accorgi, ha gia presa una via in discesa: di forze, di capacità di concentrazione, di energie capaci di vivere il reale. Quello che provo a chiedermi, e già è un risultato che mi ponga la domanda,se è possibile guarire, non toccando più l'alcool, accettando che il mondo ci creiamo, può anche sparire, per ricostruirne un altro. Che quel fallimento, di fine anni 80, possa essere oggi sostituito da una nuova vita, e che sia addirittura positivo, cioè come esperienza vissuta sulla pelle.Fuori da canoni solo copiati da una società ingannevole.