Ho teso una mano, perchè ho visto un capriolo annaspare con grande tenacia sul filo dell'acqua. Siamo diventati amici e ci scmbiavamo nocciole, e more lamponi e funghi. E la sera ce ne stavamo sdraiati al tramonto a ricordare le capriole e le corse al vento fatte durante il giorno. Così passavano giorni felici. Poi una notte mi svegliai, ero come impaurito, mi ritrovai solo. Tutto tremante mi guardai intorno, il capriolo non c'era più. Passa un giorno, due , una settimana, non lo vidi ancora. Chissà dove sarà scappato, quale sentiero hai preso? Non mi resta che abbandonarmi anch'io al vento, e qualcuno viene ora a tendere a me la sua mano.
Luca Montesi 31-7-2010
venerdì 30 luglio 2010
mercoledì 28 luglio 2010
Impregnare il tempo
Mi sveglio come togliersi un vestito troppo stretto e peloso che da fastidio. Certo è stato bello riposare, una bella cosa come è mangiare. Ma ora basta , uno stimolo dolce mi riempe lo stamaco e le viscere. E salto dal letto per cercare velocemente caffè e sigarette. Questo mi basta, potrei stare un giorno intero sul letto, a far viaggiare la mente e non mi mancherebbe nulla. Socrate parlava di un "demone" una voce interiore che noi ascoltiamo come una guida. Io non sento voci, ma emozioni, sentimenti, stati d'animo che si capovolgono, ricordi sogni speranze!
Questo ho imparato nell'ultimo ventennio. Quando ho smesso di bere, mi sono trovato solo , povero eterno studente fragile, senza mestiere e chiuso come un muro. Niente vita sociale. Ma in quei momenti sono riuscito ad apprazzare la vita. Quando apprezzavo il poco, quando avere un pranzo era tanto. E il massimo quando trovavo poche lire per un caffè, o dieci sigarette che mio padre lasciava sul tavolo. Dentro di me si creava una piccola festa. Strisciavo lungo i muri a testa bassa, c'era una sofferenza, ma poi una pausa, una bella visione, una parola, mi riportavano indietro, al tempo trascorso e passato dentro di me. E non era tempo sprecato, osservare la gente, contemplare il mondo, filtrato dalla parola di Dio che entrava in me. e con dolore il mio spirito l'acccoglieva e la forgiava. Sentivo che mi arricchivo e arrivavo a verità insondabili, il Tutto e l'io vivevano insieme.Oggi cerco ed ho relazioni , ma rimpiango quella strada deserta che da casa portava in chiesa. Luca Montesi 29-7-2010
Questo ho imparato nell'ultimo ventennio. Quando ho smesso di bere, mi sono trovato solo , povero eterno studente fragile, senza mestiere e chiuso come un muro. Niente vita sociale. Ma in quei momenti sono riuscito ad apprazzare la vita. Quando apprezzavo il poco, quando avere un pranzo era tanto. E il massimo quando trovavo poche lire per un caffè, o dieci sigarette che mio padre lasciava sul tavolo. Dentro di me si creava una piccola festa. Strisciavo lungo i muri a testa bassa, c'era una sofferenza, ma poi una pausa, una bella visione, una parola, mi riportavano indietro, al tempo trascorso e passato dentro di me. E non era tempo sprecato, osservare la gente, contemplare il mondo, filtrato dalla parola di Dio che entrava in me. e con dolore il mio spirito l'acccoglieva e la forgiava. Sentivo che mi arricchivo e arrivavo a verità insondabili, il Tutto e l'io vivevano insieme.Oggi cerco ed ho relazioni , ma rimpiango quella strada deserta che da casa portava in chiesa. Luca Montesi 29-7-2010
mercoledì 7 luglio 2010
Una nuova estate
Sono stanco, proprio mentre mi aspettavo grandi cose.
Mi sono allontanato dal guscio di casa, che era la mia prigione,
per 5 anni
Ora anche l'altro mio genitore mi ha abbandonato,
mamma e babbo, coloro ,che all'ètà dell'oro,
erano il mondo intero, l'universo.
Un po' di lavoro, vacanze eccellenti, e farsi sentire
al prossimo come protagonista nelle attività,
mi hanno rimesso in piedi.
Ma la testa che prima era vuota , adesso è piena.
Il corpo pesante.
Mi piace ancora camminare a lungo, ma niente più corse,
neanche al lavoro.
Ritorno sui miei passi: il menefreghismo,
che starebbe a dire mi abbandono a te o Dio
che nulla mi hai fatto mai mancare.
Luca Montesi 7-7-2010
Mi sono allontanato dal guscio di casa, che era la mia prigione,
per 5 anni
Ora anche l'altro mio genitore mi ha abbandonato,
mamma e babbo, coloro ,che all'ètà dell'oro,
erano il mondo intero, l'universo.
Un po' di lavoro, vacanze eccellenti, e farsi sentire
al prossimo come protagonista nelle attività,
mi hanno rimesso in piedi.
Ma la testa che prima era vuota , adesso è piena.
Il corpo pesante.
Mi piace ancora camminare a lungo, ma niente più corse,
neanche al lavoro.
Ritorno sui miei passi: il menefreghismo,
che starebbe a dire mi abbandono a te o Dio
che nulla mi hai fatto mai mancare.
Luca Montesi 7-7-2010
martedì 6 luglio 2010
note di un vivere che copre il vuoto
7-7-2010 Ieri ho avuto un incontro con chi è responsabile e chi ha coordinato e segue la mia nuova attività, che si chiama "tirocinio di lavoro".
Di fatto è un lavoro vero e proprio, se non perchè faccio pochissime ore settimanali, e posso, puntualmente alla fine di un lavoro, fumarmi una sigaretta. Ma per fortuna in un ambiente amichevole, con scambi di battutte, la voglia di parlare, di sè, di cosa si fa durante la settimana, e di argomenti in genere. Molto importante per comunicare, non di problemi, di analisi psicologiche . Allora stare impegnato diventa non solo un piacere, ma un'utilità, per il mio corpo-psiche. Il colloquio è stato importante perchè era il punto per vedere come e se andare , Unico problema: più concentrazione,e cioè meno ritardi e aih! me, meno gite, anche se importanti,perchè sempre mirate. Ora vado avanti più sereno.
Di fatto è un lavoro vero e proprio, se non perchè faccio pochissime ore settimanali, e posso, puntualmente alla fine di un lavoro, fumarmi una sigaretta. Ma per fortuna in un ambiente amichevole, con scambi di battutte, la voglia di parlare, di sè, di cosa si fa durante la settimana, e di argomenti in genere. Molto importante per comunicare, non di problemi, di analisi psicologiche . Allora stare impegnato diventa non solo un piacere, ma un'utilità, per il mio corpo-psiche. Il colloquio è stato importante perchè era il punto per vedere come e se andare , Unico problema: più concentrazione,e cioè meno ritardi e aih! me, meno gite, anche se importanti,perchè sempre mirate. Ora vado avanti più sereno.
...e la solitudine
Caro Cesare Pavese, sei nell'universo
quello che sento più vicino.
Forse gatti randagi,scacciati,
orgogliosi ed egoisti, abbandonati ed ancora delusi.
Ma perchè allora cadiamo sempre negli stessi desideri
se poi è sempre un'illusione?
Forse è sbagliato non sognare,
prendere tutto troppo seriamente.
Ma il mondo è bello per questo,
perchè lo possiamo toccare, ascoltare.
VIVERE non è solo una necessità.
Luca Montesi 7-7-2010
quello che sento più vicino.
Forse gatti randagi,scacciati,
orgogliosi ed egoisti, abbandonati ed ancora delusi.
Ma perchè allora cadiamo sempre negli stessi desideri
se poi è sempre un'illusione?
Forse è sbagliato non sognare,
prendere tutto troppo seriamente.
Ma il mondo è bello per questo,
perchè lo possiamo toccare, ascoltare.
VIVERE non è solo una necessità.
Luca Montesi 7-7-2010
domenica 4 luglio 2010
poesia sotto il sole
Acqua verdesmeraldo 4-7-2010
dove si tuffa il mio spirito putrido,
e mi sembra di camminare su argentati
e preziosi e vivaci pesci
grossi, piccoli e piccolissimi.
Ma un tuffo ben fatto
mi riporta fuori
da tutto ciò che resta.
luca montesi
dove si tuffa il mio spirito putrido,
e mi sembra di camminare su argentati
e preziosi e vivaci pesci
grossi, piccoli e piccolissimi.
Ma un tuffo ben fatto
mi riporta fuori
da tutto ciò che resta.
luca montesi
lunedì 28 giugno 2010
un'estate iniziata ma mai arrivata
Quest'anno il tempo mi ha portato al mare ai fini di giugno. Non so se troppo presto o troppo tardi, Ma da solosono partito, dopo una mattinata di piacevole lavoro, in mezzo a fiori festeggenti e sorridenti, come lo sono i miei colleghi. Ho cercato di mandare via il velo di tristezza datodal fatto che sono solo, e ricordo gli anni , quando ancora abitavo a Polverigi, andavo tutti i pomeriggi in spiaggia, portandomi dietro la calce fredda dei muri unici miei interlocutori. Avere gente accanto, così diverso, cosi diversi, mi faceva sentire ancora più solo. Ma c'è stata ultimamente un profonda esperienza, in Puglia dove a volte andavo in piscina, e stavo disteso per ore tra i colori della natura. Allora ho trovato il coraggio di vivere più a lungo la giornata in spiaggia e con spirito alto, come se facessi qualcosa di buono e di bello per me. Poi , anche se la gente rimane per me manichini , e forme separate da me, qualcuno da incontrare lo trovi, grazie alle attività che porto avanti nella settimana.
Luca Montesi
Luca Montesi
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