Stavo scrivendo sul blog, e le emozioni, le persone mi passano dentro, e le lascio scivolare via. Ma un giorno qualcosa si è fermato dentro di me. Qualcosa che si è fermata nel mio ventre. Era la presenza di una giovane intelligentissima(al punto di fermarla in un ricovero) e idealista, che un giorno, sulla banchisa, sul mare del porto, mi ricordò la vita con l'amore(i baci, gli sguardi, le parole).Bè! in quel momento dopo mesi che non la vedo le viscere sciolgono la loro aggressività, e un sentimento di piacere, emotivamente alto, nasce in me come un'apertura al Tutto.
Oggi dico: gli astri del cielo, il sole e la luna, il pianeta Terra, con le terre, le piante e la fauna, il buio, laluce e i colori, non danno bellezza aDio per quel che sono, ma sono belle e magnifiche perchè è il Signore che le ha fatte:
mercoledì 30 dicembre 2009
fine 2009, sta già passando un decennio
Un anno di vita, di dolore, di sirprese.
Quando all'inizio, gennaio, arriva la nptizia che babbo è gravemente malato. E non è lasolita caduta data dall'alcool o da una caduta psicofisica, che lo accascerà a terra. Ma un male che annienta, che ho già conosciuto con nonno Umberto, zio e zie, e Mamma. Un male che nominarlo è già dire morte . Il cancro chesventolone, la mia corsa fatta per riempire i giorni di attività, piaceri, è di colpo interrotta, e mostrata in tutta la sua ridicolaggine. E' sempre così, tutto quello che faccio, rivosto a ritroso diventa uno spettacolo da circo. Alzo tanta polvere, come un personaggio dal crvello annacquato, pupazzo per far ridere le genti.
Quando all'inizio, gennaio, arriva la nptizia che babbo è gravemente malato. E non è lasolita caduta data dall'alcool o da una caduta psicofisica, che lo accascerà a terra. Ma un male che annienta, che ho già conosciuto con nonno Umberto, zio e zie, e Mamma. Un male che nominarlo è già dire morte . Il cancro chesventolone, la mia corsa fatta per riempire i giorni di attività, piaceri, è di colpo interrotta, e mostrata in tutta la sua ridicolaggine. E' sempre così, tutto quello che faccio, rivosto a ritroso diventa uno spettacolo da circo. Alzo tanta polvere, come un personaggio dal crvello annacquato, pupazzo per far ridere le genti.
martedì 29 dicembre 2009
Sara
Che distrazione e che impegno
che non mi serve neanche guardarvi
e forse capisco che guardate me.
Ma è la vita che ride
fresca e fragrante, illuminata da
un sole eterno.
Mi lascio bagnare dalla pioggia
che scende fresca e rinfrescante,rigenerante.
Niente nubi oscure e basse.
Ma raggi di luce che fanno brillare l'acqua
che ravviva e la mia pelle giovane.
Ma ora sono io a chiederti
se riesci a vederti mentre ridi
senza lasciare il laccio che ti lega a noi.
Ti ho scoperta al di là del vetro, nitido,
mentre pudica ma senza vergogna
ti immergi nell'acqua che ti lasci cadee addosso
che lava e scivola via.
Sgomenta continui a ridere dei zizzoni che ti ronzano attorno,
ma senza paura danzi con piccoli passi e movimenti delle anche.
.
E non spegni la risata che non conosce malizia,
ma che non è propriamente gioia,
ma felicità.
Perchè sai che la vita è bella e nessuno te la può rendere tale,
ma da te la crei,
come luci di stelle, in un cielo ancora buio.
che non mi serve neanche guardarvi
e forse capisco che guardate me.
Ma è la vita che ride
fresca e fragrante, illuminata da
un sole eterno.
Mi lascio bagnare dalla pioggia
che scende fresca e rinfrescante,rigenerante.
Niente nubi oscure e basse.
Ma raggi di luce che fanno brillare l'acqua
che ravviva e la mia pelle giovane.
Ma ora sono io a chiederti
se riesci a vederti mentre ridi
senza lasciare il laccio che ti lega a noi.
Ti ho scoperta al di là del vetro, nitido,
mentre pudica ma senza vergogna
ti immergi nell'acqua che ti lasci cadee addosso
che lava e scivola via.
Sgomenta continui a ridere dei zizzoni che ti ronzano attorno,
ma senza paura danzi con piccoli passi e movimenti delle anche.
.
E non spegni la risata che non conosce malizia,
ma che non è propriamente gioia,
ma felicità.
Perchè sai che la vita è bella e nessuno te la può rendere tale,
ma da te la crei,
come luci di stelle, in un cielo ancora buio.
lunedì 28 dicembre 2009
Lettera al Padre al figlio e allo Spirito Santo
Ho bisogno di te, perchè questa vita è vuota, perhè questa vita non ha alcun significato se non una tua prova. Ho bisogno di te perchè, anche le cose più belle come un'orchidea, come un bambino, mi passerebbero indifferenti. Una canzone non mi fa più volare, e una donna più che indifferente.L'alba dietro la collina diventa un semplice scandire un nuovo giorno, e il tramonto segnarne la fine.Ma con te tutto diventa un brivido, un'emozione, la mia mente si apre e allora l'opera parla del suo artefice.Mentre senza di Te vince la paura, della morte, della mortificazione, del dolore sottile per i nostri peccati, del male che tocca noi e i nostri cari.Quindi è in questo che sei grande, non per quello che hai fatto, ma per quello che sei e per cui le cose divantano grandi e valorose.
domenica 27 dicembre 2009
Un punto della situazione vent'anni dopo
Il chioppo, la caduta agli inferi più crudi, dove il sole e una vaga immagine al ricordo, e i volti umani forme che non possono toccarti.
Solo nel deserto posso trovare un leggero sollievo, perchè rispeccia quello interiore. Sono stati anni in cui, un modo di vivere scielto solo per fuggire angosce troppo pesanti, sembrava di poter essere controlato. Che il bere , una vita sregolata, sarebbe sempre stata sostenuta da quell'entusiasmo interiore e giovanile, che non può finire. Quella che ti illudi sia una linea che va in crescendo, mentre non t'accorgi, ha gia presa una via in discesa: di forze, di capacità di concentrazione, di energie capaci di vivere il reale. Quello che provo a chiedermi, e già è un risultato che mi ponga la domanda,se è possibile guarire, non toccando più l'alcool, accettando che il mondo ci creiamo, può anche sparire, per ricostruirne un altro. Che quel fallimento, di fine anni 80, possa essere oggi sostituito da una nuova vita, e che sia addirittura positivo, cioè come esperienza vissuta sulla pelle.Fuori da canoni solo copiati da una società ingannevole.
Solo nel deserto posso trovare un leggero sollievo, perchè rispeccia quello interiore. Sono stati anni in cui, un modo di vivere scielto solo per fuggire angosce troppo pesanti, sembrava di poter essere controlato. Che il bere , una vita sregolata, sarebbe sempre stata sostenuta da quell'entusiasmo interiore e giovanile, che non può finire. Quella che ti illudi sia una linea che va in crescendo, mentre non t'accorgi, ha gia presa una via in discesa: di forze, di capacità di concentrazione, di energie capaci di vivere il reale. Quello che provo a chiedermi, e già è un risultato che mi ponga la domanda,se è possibile guarire, non toccando più l'alcool, accettando che il mondo ci creiamo, può anche sparire, per ricostruirne un altro. Che quel fallimento, di fine anni 80, possa essere oggi sostituito da una nuova vita, e che sia addirittura positivo, cioè come esperienza vissuta sulla pelle.Fuori da canoni solo copiati da una società ingannevole.
venerdì 25 dicembre 2009
L'Amour c'est l'amour
Due labbra possono cercarsi
due rosse e tenere labbra
possono resistere lo sguardo
sbircioso e vergognoso
della propria audacia?
Mi insegnasti l'Amore
e per la mia superficialità persi anche te.
Nello stesso modo come ti cercai.
E piansi, ma non per te,
per un'amore effimero;
ma per aver perso il calore dei tuoi occhi scuri.
Così guardando dentro me
non resta che un vuoto
e anche le lacrime
scivolano via
su una superfice liscia come il marmo.
E senza riposo, senza riparo
riprendi il cammino
lasciandoti lontano.
due rosse e tenere labbra
possono resistere lo sguardo
sbircioso e vergognoso
della propria audacia?
Mi insegnasti l'Amore
e per la mia superficialità persi anche te.
Nello stesso modo come ti cercai.
E piansi, ma non per te,
per un'amore effimero;
ma per aver perso il calore dei tuoi occhi scuri.
Così guardando dentro me
non resta che un vuoto
e anche le lacrime
scivolano via
su una superfice liscia come il marmo.
E senza riposo, senza riparo
riprendi il cammino
lasciandoti lontano.
mercoledì 23 dicembre 2009
Il divenire eterno
Finalmente ho capito, quel chinarsi sui libri,
sin da bambino leggevo gli ingredienti dei prodotti,
e poi la scuola, dove ascolti che è come cibarsi.
Prodotti che sono buoni, autentici e falsi.
Poi la filosofia, dove tutto abbraccia il tutto
per lasciarlo per un altro abbraccio.
Ma poi da una strada, senza una condivisione perchè emarginato,
anche il pensiero diventa sterile.
Vale solo quello che provi sulla tua pelle, e niente che non sia un gioco
pericoloso, tra la mia mente e una realtà in corsa che mi ha lasciato
indietro, perchè perso nei giochi di fumi e fiumi di vino.
Sono serviti quei momenti di aridità che tagliavano la mia anima, per
cominciare a rimuovervi, andando in contro alla stessa realtà che avevo mandato avanti. E oggi leggo, ma anche scrivo, sperando di riuscire a dire qualcosa che non sia solo soliloquio, ma messaggio di amore per la conoscenza dello spirito. Poter finalmente affrontare un linguaggio che sopravvive ad un professore che crede solo nella su carriera. Sono io solo, che parlo coll'universo, che so chiudermi in me per aprirmi al tutto. Dove non c'è un inizio o una fine , ma un continuo crescere, trsformarsi perpetuo. Per far questo l'animo mio deve allontarsi dal reale empirico, dal prossimo per poi allargarsi a maccchia d'olio verso tutti e tutto.
sin da bambino leggevo gli ingredienti dei prodotti,
e poi la scuola, dove ascolti che è come cibarsi.
Prodotti che sono buoni, autentici e falsi.
Poi la filosofia, dove tutto abbraccia il tutto
per lasciarlo per un altro abbraccio.
Ma poi da una strada, senza una condivisione perchè emarginato,
anche il pensiero diventa sterile.
Vale solo quello che provi sulla tua pelle, e niente che non sia un gioco
pericoloso, tra la mia mente e una realtà in corsa che mi ha lasciato
indietro, perchè perso nei giochi di fumi e fiumi di vino.
Sono serviti quei momenti di aridità che tagliavano la mia anima, per
cominciare a rimuovervi, andando in contro alla stessa realtà che avevo mandato avanti. E oggi leggo, ma anche scrivo, sperando di riuscire a dire qualcosa che non sia solo soliloquio, ma messaggio di amore per la conoscenza dello spirito. Poter finalmente affrontare un linguaggio che sopravvive ad un professore che crede solo nella su carriera. Sono io solo, che parlo coll'universo, che so chiudermi in me per aprirmi al tutto. Dove non c'è un inizio o una fine , ma un continuo crescere, trsformarsi perpetuo. Per far questo l'animo mio deve allontarsi dal reale empirico, dal prossimo per poi allargarsi a maccchia d'olio verso tutti e tutto.
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