A volte ai la sensazione di un niente, non un vuoto, perchè di cose da fare ce ne sono tante. Ma ogni pensiero, emozione, ogni fatto esterno, causato o ricevuto, ogni cosa o persona non hanno più valore. E come se fossi diventato un vaso di ceramica, duro e anche rotto, capace di riempirsi e svuotarsi all'infinito. Ma rimanere sempre uguale. Ma allora perchè mi lamento? Allora c'è qualcosa o qualcuno che si chiama Luca, oppure senza nome, ma che è vivo, dentro di me. Vivo perchè percependo reagisce, e se non percepisce cerca, a volte con vervente curiosità cose del mondo, soprattutto belle. C'è un'anima, o animo, qualcosa che scalpita dentro finchè non trovo la cosa giusta che mi soddisfi e plachi un bisogno, mille voglie che sempre rinascono in me. E resta il gioco di passare dal bianco al nero, al rosso. dal facile al difficile, dal dolore al piacere. Tutto diventa relativo a come ero prima. Non un valore che valga di per se in assoluto, ma funziona mi fa sentire vivo.
lunedì 30 agosto 2010
domenica 29 agosto 2010
ancora scrivere,scrivere e scrivere
sto passando momenti di grande attività, ho spesso di questi periodi in cui do tutto me stesso per cause sane e positive. Ma il malcontento rimane, come tutti non so mai accontarmi. Dalla nascita che sono insoddisfatto. Solo sentimenti, dolcezze di cui mai mi stanco possono nel momento stesso dare sollievo e rendere esaltante tutto il mio lavoro.
venerdì 30 luglio 2010
La vita
Non riesco più a chiamarla tale, la vita. Da quando morì dentro di me nel 1989, dopo la morte di mia madre, mi lasciò quella ragazza che si era appiccicata a me, e bevevo, bevevo, e lavoravo senza essere pagato. La mente si è strappata, sbriciolata dentro, lo spirito disciolto, strisciante e moscio. Una chiusura nei confronti di ciò che mi circonda, senza più interessi, senza più emozioni e senza veri sentimenti se non la pura immerzione nel distruttivo godere.
Luca Montesi 31-7-2010
Luca Montesi 31-7-2010
il silenzio, è conoscenza
Quando ti trovi solo, dopo un risveglio, a mente serena, riposata e aperta al mondo: ascolta. Non riesci a prendere iniziative, stai soffrendo perchè è in te l'istinto a fare, ora che sei carico di energie. Resta fermo, anche quel dolore avrà un valore, come vale il silenzio che ascolti. Vedrai, che in seguito, al momento opportuno, verrà in luce ciò che in te si è generato, e sarà di utilità pratica per quel momento della tua vita. In cui, nessuna conoscenza, nè la tua mente,nè i tuoi manufatti, avrebbero potuto fare altrettanto. Non come lo farà la profondità del tuo silenzio.
Luca Montesi 31-7-2010
Luca Montesi 31-7-2010
la realtà è dura se ce la facciamo noi
Ho teso una mano, perchè ho visto un capriolo annaspare con grande tenacia sul filo dell'acqua. Siamo diventati amici e ci scmbiavamo nocciole, e more lamponi e funghi. E la sera ce ne stavamo sdraiati al tramonto a ricordare le capriole e le corse al vento fatte durante il giorno. Così passavano giorni felici. Poi una notte mi svegliai, ero come impaurito, mi ritrovai solo. Tutto tremante mi guardai intorno, il capriolo non c'era più. Passa un giorno, due , una settimana, non lo vidi ancora. Chissà dove sarà scappato, quale sentiero hai preso? Non mi resta che abbandonarmi anch'io al vento, e qualcuno viene ora a tendere a me la sua mano.
Luca Montesi 31-7-2010
Luca Montesi 31-7-2010
mercoledì 28 luglio 2010
Impregnare il tempo
Mi sveglio come togliersi un vestito troppo stretto e peloso che da fastidio. Certo è stato bello riposare, una bella cosa come è mangiare. Ma ora basta , uno stimolo dolce mi riempe lo stamaco e le viscere. E salto dal letto per cercare velocemente caffè e sigarette. Questo mi basta, potrei stare un giorno intero sul letto, a far viaggiare la mente e non mi mancherebbe nulla. Socrate parlava di un "demone" una voce interiore che noi ascoltiamo come una guida. Io non sento voci, ma emozioni, sentimenti, stati d'animo che si capovolgono, ricordi sogni speranze!
Questo ho imparato nell'ultimo ventennio. Quando ho smesso di bere, mi sono trovato solo , povero eterno studente fragile, senza mestiere e chiuso come un muro. Niente vita sociale. Ma in quei momenti sono riuscito ad apprazzare la vita. Quando apprezzavo il poco, quando avere un pranzo era tanto. E il massimo quando trovavo poche lire per un caffè, o dieci sigarette che mio padre lasciava sul tavolo. Dentro di me si creava una piccola festa. Strisciavo lungo i muri a testa bassa, c'era una sofferenza, ma poi una pausa, una bella visione, una parola, mi riportavano indietro, al tempo trascorso e passato dentro di me. E non era tempo sprecato, osservare la gente, contemplare il mondo, filtrato dalla parola di Dio che entrava in me. e con dolore il mio spirito l'acccoglieva e la forgiava. Sentivo che mi arricchivo e arrivavo a verità insondabili, il Tutto e l'io vivevano insieme.Oggi cerco ed ho relazioni , ma rimpiango quella strada deserta che da casa portava in chiesa. Luca Montesi 29-7-2010
Questo ho imparato nell'ultimo ventennio. Quando ho smesso di bere, mi sono trovato solo , povero eterno studente fragile, senza mestiere e chiuso come un muro. Niente vita sociale. Ma in quei momenti sono riuscito ad apprazzare la vita. Quando apprezzavo il poco, quando avere un pranzo era tanto. E il massimo quando trovavo poche lire per un caffè, o dieci sigarette che mio padre lasciava sul tavolo. Dentro di me si creava una piccola festa. Strisciavo lungo i muri a testa bassa, c'era una sofferenza, ma poi una pausa, una bella visione, una parola, mi riportavano indietro, al tempo trascorso e passato dentro di me. E non era tempo sprecato, osservare la gente, contemplare il mondo, filtrato dalla parola di Dio che entrava in me. e con dolore il mio spirito l'acccoglieva e la forgiava. Sentivo che mi arricchivo e arrivavo a verità insondabili, il Tutto e l'io vivevano insieme.Oggi cerco ed ho relazioni , ma rimpiango quella strada deserta che da casa portava in chiesa. Luca Montesi 29-7-2010
mercoledì 7 luglio 2010
Una nuova estate
Sono stanco, proprio mentre mi aspettavo grandi cose.
Mi sono allontanato dal guscio di casa, che era la mia prigione,
per 5 anni
Ora anche l'altro mio genitore mi ha abbandonato,
mamma e babbo, coloro ,che all'ètà dell'oro,
erano il mondo intero, l'universo.
Un po' di lavoro, vacanze eccellenti, e farsi sentire
al prossimo come protagonista nelle attività,
mi hanno rimesso in piedi.
Ma la testa che prima era vuota , adesso è piena.
Il corpo pesante.
Mi piace ancora camminare a lungo, ma niente più corse,
neanche al lavoro.
Ritorno sui miei passi: il menefreghismo,
che starebbe a dire mi abbandono a te o Dio
che nulla mi hai fatto mai mancare.
Luca Montesi 7-7-2010
Mi sono allontanato dal guscio di casa, che era la mia prigione,
per 5 anni
Ora anche l'altro mio genitore mi ha abbandonato,
mamma e babbo, coloro ,che all'ètà dell'oro,
erano il mondo intero, l'universo.
Un po' di lavoro, vacanze eccellenti, e farsi sentire
al prossimo come protagonista nelle attività,
mi hanno rimesso in piedi.
Ma la testa che prima era vuota , adesso è piena.
Il corpo pesante.
Mi piace ancora camminare a lungo, ma niente più corse,
neanche al lavoro.
Ritorno sui miei passi: il menefreghismo,
che starebbe a dire mi abbandono a te o Dio
che nulla mi hai fatto mai mancare.
Luca Montesi 7-7-2010
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