sabato 3 aprile 2010
desideri
Dopo tante corse, eccomi qua appesantito, svogliato. Senza più appigli, scuse per riempire i buchi della quotidianità. Eppure non posso muovermi, non saprei neanche in quale direzione giusta per me.e e La bonaccia, scendere piano piano a terra, strisciasciare sulla superficie. Forse sono semplicemente malato, oppure una cacca, solo da schivare, o se la pesti porta fortuna. Sonni profondi, dormite senza orario, che non bastano mai. Come se l'energia bruciata negli ultimi tre anni, dovesse avere un ricambio, un recupero da inglobare nella mente. E già voglio guardare al futuro, sembra quasi un dovere, ma come conciliarlo con un atteggiamento di sfiducia totale in me stesso. Eppure non è vigliaccheria, non è una fuga dalla realtà per paura di vivere. E' uno stato di fatto , posso muovermi tra la gente , fare come se condividessimo lo stesso esistere, ma il confronto è inevitabilmente schiacciante, si perchè schiaccia me, il mio Io. Impotente di fronte alla forza altrui. Allora o uno crede che siano tutti buoni ,pronti ad accettare ogni mio capriccio, oppure si ritira in se stesso soffrendo della propria solitudine.
martedì 30 marzo 2010
Un po' d'abbattimento
Non c'è
E' più di un mese che non scrivo, quasi che questo modo di esprimermi non mi appartiene più. Ma non è vero! Di poesie ne ho scritte ancora, è cambiato il modo di vedere il mondo. Purtroppo dopo più di un anno di sofferenza mio padre se ne andato. Ciò è significato la fine di sofferenze, (è successo il 22 febbraio ore 4,45).
Ma col passare del tempo la coscienza abbassa le difese, e riemerge la realtà. Una realtà del niente e del tutto. Infinite sono le voglie, i desideri che calciano dentro il mio ventre. Zero è la verità di ogni cosa, come se tutto ciò che mi circonda ritrovi la sua essenza di esistere e cioè immagine, i fiori, i volti delle persone, tutto ciò che appare ai sensi non si distingue in essenza dalle immagini di una mente provata e forse esaurita del tutto. Allora dopo due settimane di prove dure la mente provata non crede più e spera però in un rinnovamento. Nuove persone, nuove attività, col pessimismo a livello cosciente che l'unica verità è il tempo che passa(inesorabile). Oggi, cioè stamane presto, dopo un bel riposo sono pronto a ripartire, ma sempre con la voglia di cambiare. Per fare ciò era ed è importante fermarsi perchè dentro di me non trovo stimoli spontanei che indirizzino la mia via. Luca
E' più di un mese che non scrivo, quasi che questo modo di esprimermi non mi appartiene più. Ma non è vero! Di poesie ne ho scritte ancora, è cambiato il modo di vedere il mondo. Purtroppo dopo più di un anno di sofferenza mio padre se ne andato. Ciò è significato la fine di sofferenze, (è successo il 22 febbraio ore 4,45).
Ma col passare del tempo la coscienza abbassa le difese, e riemerge la realtà. Una realtà del niente e del tutto. Infinite sono le voglie, i desideri che calciano dentro il mio ventre. Zero è la verità di ogni cosa, come se tutto ciò che mi circonda ritrovi la sua essenza di esistere e cioè immagine, i fiori, i volti delle persone, tutto ciò che appare ai sensi non si distingue in essenza dalle immagini di una mente provata e forse esaurita del tutto. Allora dopo due settimane di prove dure la mente provata non crede più e spera però in un rinnovamento. Nuove persone, nuove attività, col pessimismo a livello cosciente che l'unica verità è il tempo che passa(inesorabile). Oggi, cioè stamane presto, dopo un bel riposo sono pronto a ripartire, ma sempre con la voglia di cambiare. Per fare ciò era ed è importante fermarsi perchè dentro di me non trovo stimoli spontanei che indirizzino la mia via. Luca
martedì 2 febbraio 2010
Poesia-pensiero
E in pricipio fu la faccia
In principio era il verbo
e il verbo era presso Dio
e il verbo era Dio,
niente fu fatto senza di Lui.
Ma allora cosa siamo parole?
Certo, parole di Dio
capaci di dire:e sia la luce
e la luce fu.
Ma il mondo e la materia e
noi cosa siamo?
Immagini.
Quello che vediamo, tocchiamo,
ascoltiamo, odoriamo o gustiamo
cosa mi rappresenta?
Se ci fermiamo alla vista , restiamo immagini,
piatte,tridimensionali quando ci passiamo dentro.
Ne resta un'idea, e ci riporta all'inizio,
quando nulla era. Se non il nostro Io.
Ma se odoriamo,ascoltiamo,tocchiamo e
gustiamo, un immagine non si confonde più
col nostro Io.
Ed ecco che corriamo per un piatto di pasta,
diamo i nostri averi per il corpo di una donna.
Ci profumiamo, ci attappiamo il naso di fronte ad una cacca di cane.
Spegnamo la radio se ripete sempre le stesse cose
e chiudiamo la finestra per allontanare il fastuono del traffico.
Luca Montesi
In principio era il verbo
e il verbo era presso Dio
e il verbo era Dio,
niente fu fatto senza di Lui.
Ma allora cosa siamo parole?
Certo, parole di Dio
capaci di dire:e sia la luce
e la luce fu.
Ma il mondo e la materia e
noi cosa siamo?
Immagini.
Quello che vediamo, tocchiamo,
ascoltiamo, odoriamo o gustiamo
cosa mi rappresenta?
Se ci fermiamo alla vista , restiamo immagini,
piatte,tridimensionali quando ci passiamo dentro.
Ne resta un'idea, e ci riporta all'inizio,
quando nulla era. Se non il nostro Io.
Ma se odoriamo,ascoltiamo,tocchiamo e
gustiamo, un immagine non si confonde più
col nostro Io.
Ed ecco che corriamo per un piatto di pasta,
diamo i nostri averi per il corpo di una donna.
Ci profumiamo, ci attappiamo il naso di fronte ad una cacca di cane.
Spegnamo la radio se ripete sempre le stesse cose
e chiudiamo la finestra per allontanare il fastuono del traffico.
Luca Montesi
lunedì 1 febbraio 2010
Camminando nella strada
osservo chi consuma frettolosamente la propria vita.
Io cerco di assaporare ogni minuto che passa,
ma anche la mia esistenza trascorre veloce e si esaurisce.
Un giorno sarò anch'io su una stella
a guardare il mondo che si affanna per vivere;
lì sarò libero, non più chiuso in una gabbia.
Gianluca
osservo chi consuma frettolosamente la propria vita.
Io cerco di assaporare ogni minuto che passa,
ma anche la mia esistenza trascorre veloce e si esaurisce.
Un giorno sarò anch'io su una stella
a guardare il mondo che si affanna per vivere;
lì sarò libero, non più chiuso in una gabbia.
Gianluca
domenica 31 gennaio 2010
Deviati viottoli dove si annidano corposi crepuscoli di dannose voci che sussurrano dilanianti sogni che rovinosi aggrediscono le idee più alte di pendii vacillanti dalle fragili cospirazioni di gente velata dalle urla disperate di prigionieri della storia che futura deve ancora respirare e già morente di quello che decidono oggi sarà palese la ideazione di buone congetture dai fattori bruschi e brucianti che arridono nei più piccoli angoli delle vittorie di indescrivibili donazioni date dalla essenza Divina di chi consapevole riesce a mettere fine al turbine di passioni malevole e corrotte alle falde delle lingue spergiure e difettose...ciao da Francesca.
sabato 30 gennaio 2010
Sensazione
Una domenica è per me entrata l'estate
ad età avanzata e torturata.
Oggi nonostante un malessere esistenziale
che porta ad azzerarmi per non sentire male.
Ma sono sotto un sole cocente
tra bibite, acqua e ,di tutti i tipi, gente.
Il dolore non demorde
con tutta questa luce, raggi come corde.
Sapori colori come possono impedire
di sentirsi ancora vivo grazie al dolore che
posso sentire.
Luca Montesi
ad età avanzata e torturata.
Oggi nonostante un malessere esistenziale
che porta ad azzerarmi per non sentire male.
Ma sono sotto un sole cocente
tra bibite, acqua e ,di tutti i tipi, gente.
Il dolore non demorde
con tutta questa luce, raggi come corde.
Sapori colori come possono impedire
di sentirsi ancora vivo grazie al dolore che
posso sentire.
Luca Montesi
E' calo' la notte
Nero ferreo, duro e
umore crudele impotente
oramai chiudono su di me.
Forse mai nato
eppure la mente gira
e veloce cogli il passato.
Infanzia felice
dove c'era Mamma
e tutti erano me
Il futuro era uno
enorme pallone pulito
che non avrebbe lasciato solo
nessuno
Poi la prima morte
i primi litigi e il masso
che cade nel ventre la parte.
E se Ancona chiuse
Firenze riaprì. Amori,
ridicoli giochi, filosofie...
e tutto buttai: libri sogni
e speranze per un tempo
che doveva essere pesente,
qui ora hunc.
Per anni fu solo agonia
per notti fu solo dolore
e oggi che ci siete voi, e l'umanità
e l'universo, Luca muore.
Luca Montesi
umore crudele impotente
oramai chiudono su di me.
Forse mai nato
eppure la mente gira
e veloce cogli il passato.
Infanzia felice
dove c'era Mamma
e tutti erano me
Il futuro era uno
enorme pallone pulito
che non avrebbe lasciato solo
nessuno
Poi la prima morte
i primi litigi e il masso
che cade nel ventre la parte.
E se Ancona chiuse
Firenze riaprì. Amori,
ridicoli giochi, filosofie...
e tutto buttai: libri sogni
e speranze per un tempo
che doveva essere pesente,
qui ora hunc.
Per anni fu solo agonia
per notti fu solo dolore
e oggi che ci siete voi, e l'umanità
e l'universo, Luca muore.
Luca Montesi
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